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Un monumento dedicato a Padre Arturo D'Onofrio, il "Padre degli orfani del Mondo". E' l'iniziativa alla quale lavorano da anni gli ex alunni del religioso di Visciano, fondatore della Piccola Opera della Divina Redenzione. Studenti dell'epoca, oggi adulti e professionisti riunitisi in una associazione che si pone come scopo quello di testimoniare l'importante opera missionaria praticata in vita da Padre Arturo.

Un'Iniziativa che presto potrebbe concretizzarsi. Il progetto c'è ed è quello che campeggia su un cartellone pubblicitario 6x3 all'ingresso del paese. Ad idearlo un noto architetto napoletano, Mina Di Nardo. Professionista che per aggiudicarsi la possibilità di disegnare l'opera ha dovuto sudare le proverbiali sette camice, passando attraverso una vera e propria selezione, un concorso di idee svoltosi circa tre anni fa e al quale presero parte decine e decine di progettisti campani. Mancano i fondi. Per ora. Come fare a racimolarli? Ci hanno pensato gli ex allievi di Padre Arturo che hanno deciso di organizzare una cena solidale finalizzata a raccogliere fondi per la realizzazione del monumento.

Oltre 200 invitati. Ci sanno imprenditori, politici, banchieri. Ma anche semplici cittadini che, per un motivo o un altro, devono qualcosa al religioso di Visciano avendone "subito" gli effetti positivi nel corso degli anni. Il gran galà per Padre Arturo si svolgerà il 3 marzoprossimo all'Hotel Villa Minieri di Nola. A fare gli onori di casa il dottor Pellegrino Gambardella, presidente dell'associazione fondata dagli ex alunni di Padre Arturo nonché sindaco di Visciano.

«Il nostro è un progetto che parte da lontano - spiega Pellegrino Gambardella - Precisamente, quando era presidente della Provincia di Napoli l'avvocato Antonio Pentangelo. All'epoca, la Provincia concesse in comodato d'uso gratuito ai Comuni di Tufino e Visciano, e all'associazione dei suoi ex allievi, l'area a ridosso dell'attuale casello autostradale di Tufino. Quella, per intenderci, dove oggi sorge la rotatoria. E' proprio lì che intendiamo ereggere il monumento a Padre Arturo».

«La realizzazione dell'opera - prosegue il sindaco Visciano - ha una duplice finalità. Da un lato, riqualificare un'area quasi sempre ricordata solo l'immondizia. Dalla rotonda, infatti, è possibile accedere alle strade che conducono allo Stir, alla discarica o alle cave. Dall'altro, invece, si intende caratterizzare Visciano come una comunità religiosa. La presenza del monumento a Padre Arturo in quel punto rappresenterebbe, infatti, il primo impatto del visitatore che viene da noi. Un viaggio verso l'alto che proseguirebbe in un clima di meditazione indotto dalle cappelle della Via Crucis posizionate lungo i tornanti che portano su, nella nostra cittadina».

Quanto all'opera, il progetto dell'architetto Di Nardo prevede la realizzazione di una enorme lastra metallica, lunga 32 metri e alta 4 metri, che si arrotonda in un abbraccio che, a sua volta, sorregge due portali, alti rispettivamente 11 e 12 metri. La lastra sarà traforata disegnando momenti della vita e le opere di Padre Arturo, il Servo di Dio per il quale - è bene ricordarlo - è tuttora in corso la causa d beatificazione. 

C'è anche chi è pronto a costruire il monumento. E' la Mariani Metal di Vincenzo Mariani, un imprenditore italo-canadese che è stato allievo proprio di Padre Arturo. Come si diceva, manca l'ultimo tassello. I fondi. Ne servono tanti. Difficile quantificarne le somme. Ecco perché il sindaco di Visciano Pellegrino Gambardella lancia un appello a quanti hanno la possibilità di dare una mano: «Serve il contributo di tutti per ricordare un uomo, un religioso e un santo che ha cambiato la storia del paese». Parte dei contributi potrebbero arrivare proprio dalla cena organizzata per il 3 marzo prossimo. 

Rocco Fatibene per il Ottopagine.it

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